lunedì 19 ottobre 2015

Punizioni collettive

Opinione comune delle mamme che ho sentito in merito alla irrogazione di punizioni collettive ai componenti della classe è che tali punizioni diseducano i nostri figli alla assunzione di responsabilità individuali e pertanto, ai fini della costruzione del MEME collettivamente accettato di educazione moderna, è da abbandonare in favore di una diversa strategia educativa.


Prima delle proposte personali lascio spazio agli scritti dei genitori.

Vin papà di Ele

Benvenuti!

Più che un diario, il blog vuole essere un laboratorio; un laboratorio di produzione di idee condivise (MEMI) utili a facilitare la evoluzione della collettività costituita dalla classe e dalle famiglie degli iscritti alla classe.


La comunità estesa classe-famiglie opera in un CONTESTO nel quale mette in atto COMPORTAMENTI conseguenti a CAPACITA' (mappe e strategie) sottostanti a VALORI-CREDENZE-CONVINZIONI che costituiscono la IDENTITA' della comunità.

Ruolo del gruppo di menti (Master Mind) è quello di proporre idee da elaborare e diffondere in modo da farle divenire i MEMI per la evoluzione della comunità.

La costruzione della capacità di operare individualmente in armonia e coerenza per il benessere della comunità deve divenire patrimonio collettivo da trasmettere ai figli insieme ad altri MEMI.

Il patrimonio più grande che possiamo lasciare ai nostri figli è costituito da un insieme di MEMI che la comunità insegnanti-genitori DEVE FAR COSTRUIRE ai figli. Compito primario di insegnanti e genitori è quello di facilitare la acquisizione degli strumenti intellettuali necessari ad evolvere nel CONTESTO di oggi e domani.

Preliminare alla acquisizione di CONOSCENZA è la capacità di acquisire velocemente la conoscenza e di integrarla in quella già acquisita. Tale CAPACITA' costituita dalle strategie che guidano il come noi (ed i nostri figli) conosciamo (e conoscono) le cose in genere merita un discorso a parte, un discorso che sembra esulare dagli argomenti previsti nei programmi ministeriali, un discorso che alcuni insegnanti, che hanno scelto "apprendere a apprendere" stanno timidamente affrontando.

Il papà di Ele.